Sabato 14 novembre, ospitata dal Centro di Solidarietà di Pisa in Via Garibaldi 33, si è svolta una giornata su CONSUMO E RISPARMIO CONSAPEVOLI, per illustrare alcune esperienze toscane di economia
locale.
La giornata è stata organizzata da Maria Laura Ruiz, Simone D’Alessandro e Massimo Ronchieri.
Nella mattina, guidati dai ragazzi di Ingegneria Senza Frontiere – Pisa (http://isf-pisa.org/), abbiamo costruito un pannello solare termico con materiali poveri (bottiglie di plastica, tetrapak, buste di plastica, vernici, ecc.) che, insieme ad un contenitore di plastica che funge da boiler, permette di ottenere acqua calda; questi pannelli sono utilizzati su larga scala in Brasile dove, date le temperature esistenti, si riesce a riscaldare l’acqua fino ad 80°, ma possono essere utilizzati anche qui da noi.
Nel pomeriggio si è svolto un incontro per conoscere le numerose esperienze locali di consumo e risparmio consapevoli. Ha introdotto Gianluca Brunori, della Facoltà di Agraria sottolineando l’importanza dell’economia del territorio; questo radicamento comporta anche per le amministrazioni comunali importanti responsabilità affinché le scelte siano coerenti con i valori che si intendono portare avanti. Fa l’esempio di due problemi di attualità a Pisa, la prossima apertura di un punto McDonalds in Piazza dei Miracoli e il dibattito sull’insediamento di un negozio Ikea nella zona di Migliarino.
Francesca Cerri, delle scuole medie Fibonacci, ed alcuni allievi, spiegano come hanno contribuito ad elaborare l’ ”Equagenda”, su iniziativa dell’Emporio Equo-Solidale Coop. Sociale Onlus (http://www.emporioequosolidale.it/); i ragazzi raccontano che la partecipazione a questa iniziativa li ha resi più consapevoli e vigili nelle scelte quotidiane proprie e delle famiglie.
Il Gruppo di Acquisto Solidale di Calci (http://www.gascalci.org/), rappresentato da Vanna Niccolai, è nato dal desiderio di acquistare prodotti migliori e a prezzo più basso; è diventato, nel tempo, un’importante rete di relazioni tra le famiglie e tra le famiglie e i produttori, che è in grado anche di influire su scelte rilevanti per il territorio di appartenenza.
La nascita e lo sviluppo di numerosi mercati contadini in Toscana (http://filieracorta.arsia.toscana.it/ ) che raccolgono i piccoli produttori locali, sono, nelle parole di Adanella Rossi, della Facoltà di Agraria, un fenomeno importante perché può aprire la porta al consumo critico; essi sono complementari dal lato della produzione, ai Gas, e con i Gas stabiliscono un legame sinergico, oltre che creare uno spazio di relazioni e consolidare una rete di scambi.
Simone D’Alessandro spiega la complessità del progetto Rebeldia (http://www.rebeldia.net/), che riunisce circa trenta associazioni con lo scopo di creare uno spazio di dibattito e integrazione; le attività svolte vanno dal gruppo d’acquisto, alla palestra di arrampicata, accoglienza e scuola di italiano per migranti, ciclofficina, campagne di boicottaggio, lotta al precariato, ecc. , allo scopo di creare partecipazione e coinvolgimento per una cittadinanza attiva.
Banca Etica (http://www.bancaetica.org/) è una delle possibili modalità di risparmio consapevole a Pisa; Massimo Ronchieri, banchiere ambulante di Banca Etica, spiega che è una banca cooperativa che appartiene ai soci, dove i processi decisionali sono condivisi; BE eroga credito per attività che hanno obiettivi sociali, di difesa dell’ambiente, di conversione ad energie pulite; raccoglie risparmio indirizzandolo verso attività che rispondano a criteri etici.
Ronchieri illustra anche il progetto Officina di Economia Solidale (http://www.respisa.org/)che promuove un distretto di economia solidale, dove si sta cercando di costruire l’intera filiera del pane, dalla coltivazione del grano, su campi concessi dal comune di Vecchiano per usi civici, fino alla produzione del pane, utilizzando come finanziamento i risparmi dei soci del GAS ed il lavoro in comune. L’obiettivo del distretto è vedere la produzione e l’acquisto di beni come processi che non devono necessariamente passare attraverso il mercato e la distribuzione, ma si possono svolgere in un’economia di relazione.
La sensazione che si riporta al termine della giornata è che tutte le esperienze, anche quando nascono da esigenze specifiche, tendono ad allargarsi a campi più vasti perché tutti sentiamo il bisogno di non essere un anello passivo e cieco di una catena controllata dalla grande distribuzione, dai grandi produttori e dalle grandi banche; ognuno di noi vuole riappropriarsi dei processi in cui è coinvolto, vedere da dove viene il cibo che mangiamo e dove va il risparmio che mettiamo da parte; vuole stabilire relazioni con chi produce, con chi compra, con il vicino di casa, con i produttori di paesi lontani. Relazioni che implicano scambi non solo di prodotti contro moneta, ma anche di doni , conoscenze, tempo, fiducia, di “beni” che fanno bene, danno nutrimento e benessere, sviluppano le potenzialità e la creatività, fanno crescere le persone e fanno star bene la terra.
